"Si alzò e passò nella stanza di toletta. Dalla Madre Chiesa vicina giungevano tetri i rintocchi di un "mortorio". Qualcuno era morto a Donnafugata, qualche corpo affaticato che non aveva resistito al grande lutto dellestate siciliana, cui era mancata la forza di aspettare la pioggia. "Beato lui" pensò il Principe mentre si passava la lozione sulle basette. "Beato lui, se ne strafotte ora di figlie, doti e carriere politiche." Questa effimera identificazione con un defunto ignoto fu sufficiente a calmarlo. "FINCHÉ CÈ MORTE CÈ SPERANZA" pensò; poi si trovò ridicolo per essersi posto in tale stato di depressione perché una sua figlia voleva sposarsi. |